Legge sui defibrillatori in Italia

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Da 20 anni in Italia l’uso del defibrillatore è regolato da specifiche leggi. Vediamo insieme le più importanti.

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Legge 3 aprile 2001, n. 120: "Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero"

In caso di Morte Cardiaca Improvvisa il tempo limite per avere un minimo di speranza di salvare la vittima è di 10 minuti. L’unica possibilità di sopravvivenza all'arresto cardiaco è l’uso precoce del Defibrillatore

I testimoni di un arresto cardiaco impiegano mediamente 5/6 minuti a rendersi conto dell’accaduto e allertare il 118, l'ambulanza ne impiega mediamente altri 10 per arrivare sul posto. Vista la velocità con cui colpisce l’arresto cardiaco, e i tempi di intervento troppo lunghi, 20 anni fa è arrivata la prima legge per l’utilizzo di defibrillatori fuori dagli ospedali.

“È consentito l'uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare”.

Questa legge segna una svolta per il trattamento degli arresti cardiaci in ambito extraospedaliero. Chiunque, anche personale non medico, può utilizzare il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), purché abbia ricevuto una formazione specifica.

Decreto 18 marzo 2011: Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni

Con questa Legge si è inteso promuovere la realizzazione di programmi regionali per la diffusione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici DAE, indicando i criteri per l'individuazione dei luoghi dove garantire la disponibilità dei defibrillatori semiautomatici esterni.

La collocazione ottimale dei defibrillatori deve essere determinata in modo che gli stessi siano equidistanti da un punto di vista temporale rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare, sono da collocare in luoghi di aggregazione cittadina e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, in strutture dove si registra un grande afflusso di pubblico e, in genere, dove è più attesa l'incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto della distanza dagli ospedali. 

Sulla base di tale criteri, devono essere identificate nel territorio regionale le seguenti aree: 

  • aree con particolare afflusso di pubblico; 
  • aree con particolari specificità come luoghi isolati e zone disagiate (montagna, piccole isole), pur se a bassa densità di popolazione. 

Va pertanto valutata l'opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture: 

  • luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria: strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale; 
  • luoghi in cui si pratica attività ricreativa ludica, sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico: auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi; 
  • luoghi dove vi è presenza di elevati flussi di persone o attività a rischio: grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali; 
  • luoghi che richiamano un'alta affluenza di persone e sono caratterizzati da picchi notevoli di frequentazione: centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche. Strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza. Strutture di Enti pubblici: scuole, università, uffici; postazioni estemporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi. Le farmacie, per l'alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio. 

I defibrillatori devono essere collocati in posti facili da raggiungere e con un cartello che ne indichi la presenza

In via prioritaria devono essere dotati di defibrillatori semiautomatici esterni a bordo, durante il servizio attivo, i seguenti mezzi: 

  1. mezzi di soccorso sanitario a disposizione del sistema di emergenza territoriale 118; 
  2. mezzi di soccorso sanitario appartenenti alle organizzazioni di volontariato, alla Croce Rossa Italiana ed al Dipartimento della Protezione Civile; 
  3. mezzi aerei e navali adibiti al soccorso e al trasporto degli infermi; 
  4. ambulanze di soggetti pubblici e privati che effettuano servizio di assistenza e trasporto sanitario. 

Inoltre, può essere opportuno dotare di defibrillatori i mezzi destinati agli interventi di emergenza: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato, Corpo della Guardia di Finanza, Polizia locale, Soccorso alpino e speleologico, Capitanerie di Porto.

Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.

Il Decreto, noto a tutti come Decreto Balduzzi, dal nome dell’allora Ministro della salute Renato Balduzzi, segna una rivoluzione per le società sportive professionistiche e per le società sportive dilettantistiche. 

Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un'attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l'obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l'effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l'impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.

Il decreto Balduzzi, che spieghiamo nel dettaglio in questo articolo, è stato differito più e più volte, ed è entrato in vigore il 1° luglio 2017.

30 luglio 2019: Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero

La legge mira a disciplinare la dotazione e l'uso dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni DAE in molti luoghi anche da parte di persone non formate con corsi di formazione BLSD, regolando l'interazione con la rete dell'emergenza territoriale 112/118. 

Come spieghiamo in modo approfondito nell’articolo dedicato, il testo mira alla diffusione capillare dei defibrillatori DAE (non solo semiautomatici, ma anche automatici), ma anche a permettere l’uso del defibrillatore da parte di soggetti non specificamente formati. 

Viene poi espressamente sancita, ai sensi dell'articolo 54 del codice penale, la non punibilità delle azioni connesse all'uso del defibrillatore intraprese da chi agisce in stato di necessità nel tentativo di prestare soccorso a una vittima di sospetto arresto cardiaco .

Il testo è stato approvato dall'Assemblea della Camera, e trasmesso al Senato, dove è ancora attesa l’approvazione.

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